Fra  Nicola nasce a Gesturi il 4 Agosto 1882 ( nei registri civili: il 5 agosto 1882) da Giovanni Medda e Priama Cogoni.
Due giorni dopo, i genitori ferventi cristiani hanno la premura di presentarlo alla chiesa parrocchiale per battezzarlo, sacramento che gli viene amministrato dal Viceparroco Don Giuseppe Serri. Gli vengono imposti i nomi di Giovanni, Angelo, Salvatore. Fungono da padrini il signor  Giovanni Masala e la di lui sorella Carmelina. 

A cinque anni di età gli muore il padre. Una grave malattia aveva colpito questo onesto contadino che, accudendo alla coltivazione dei campi e alla custodia del bestiame, provvedeva alla famiglia il necessario per il suo sostentamento. Aveva soltanto 43 anni. possiamo immaginare lo strazio di tutti, specie della consorte, che, da donna veramente cristiana, con tutte le sue forze si adopererà a tirare avanti la famigliola. Ma anche lei, logorata dal dolore e dal lavoro, colpita da una grave malattia, moriva otto anni dopo, all'età di anni 53, e, precisamente, il 6 Marzo 1895. Il figliolo Giovanni aveva solo 13 anni. Chi penserà a lui ? Viene accolto nella casa del benestante Peppino Pisanu, padre del marito della sorella Rita e, poi, alla morte di questi, in casa della stessa Rita, come familiare, senza alcuna paga. All'età di 14 anni, e, precisamente, l'8 Dicembre 1896, Giovanni che era cresciuto buono e pio, fa la sua prima comunione: momento ineffabile. L'adolescenza e la gioventù sono contrassegniate dalla perseveranza nella partecipazione ai Santi Sacramenti e alle sacre funzioni, anche a costo di sacrifici. Si mostrava esemplare in tutto: primo nel lavoro, buono e caritatevole verso tutti, in modo particolare verso i poverelli che beneficava secondo le sue possibilità, amante del raccoglimento, generoso sino a rinunciare in favore dei suoi fratelli a quanto i genitori gli avevano lasciato in eredità: un campicello e una porzione di casa. A 28 anni, a causa degli strapazzi ( dopo la morte del cognato dovette preoccuparsi di mandare avanti l'azienda e la famiglia della sorella rimasta vedova ) e dell'umidità immagazzinata, esponendosi alle intemperie, per motivo di lavoro, si ammala gravemente di reumatismo articolare per cui promette al Signore e alla Vergine Immacolata, di cui era molto devoto, che, se fosse guarito avrebbe digiunato a pane ed acqua tutti i sabati e avrebbe abbracciato lo stato religioso, promessa che manterrà a 31 anni compiuti.                                   Il 31 Marzo 1911, quindi, Giovanni Medda, premunito della dichiarazione del parroco Albano e del certificato di Battesimo, lascia il suo paese di Gesturi definitivamente per entrare nell'ordine dei Cappuccini della Sardegna, nel convento di Cagliari. Il 30 Ottobre veste l'abito cappuccino e prende il nome di Fra Nicolò di San Vero Milis. Fatto il suo noviziato, parte a Cagliari, e parte a Sanluri, sotto la direzione del padre fedele da Sassari, in modo esemplare, il 1° Novembre 1914, emette la professione semplice e il 16 Febbraio 1919 la professione perpetua, sempre nel convento di Sanluri. Quindi, viene trasferito al convento di Sassari,con l'ufficio di cuciniere, ufficio per lui poco adatto, non possedendo le qualità necessarie. Da Sassari viene trasferito ad Oristano e da Oristano a Sanluri. Ma i superiori, ammirandone il fervore e l'umiltà,comprendono che potevano fare del bene in un campo più vasto e lo trasferiscono il 25 Gennaio 1924 al convento di Cagliari, con l'incarico di questuante di Città. La provvidenza gioca i sui giochetti. per la città di Cagliari e i suoi dintorni, Fra Nicola sarà lo strumento umile e disponibile per attirare tante anime nella via del Signore, per confortare tante persone angosciate dal dubbio e dal dolore, per beneficare tanti ammalati nel corpo e nello spirito, con la sua preghiera perseverante che avrà l' efficacia di strappare dalla bontà di Dio addirittura il miracolo. E tutto questo perché Fra Nicola è l' uomo di Dio, l' uomo umile che si mette al ultimo posto nella chiesa di Dio, l' esemplare di Francesco d' Assisi, distaccato da tutto, sempre assorto in Dio, e Dio che si serve degli umili, per compiere le sue grandi missioni in mezzo al suo popolo, lo vuole ministro della sua bontà e potenza. Cosi per la durata di 34 anni, in tempo di pace e di guerra, Fra Nicola sarà il buon samaritano del Vangelo che, con gli occhi bassi, la testa china, il rosario in mano, la bisaccia al collo, girerà per le vie di Cagliari e del Campidano spezzando il pane benedetto della fede, della speranza e dell'amore. E i suoi amici di ogni condizione, specie i poveri, i sofferenti, i beneficati, alla notizia della sua morte, avvenuta l'8 Giugno 1958, si riversarono in massa nella chiesa dei Cappuccini per dargli l'ultimo saluto e per chiederli ancora il favore della sua preghiera; ed è per la sua virtù eroica, che transitando il funerale per le vie di Cagliari il 10 Giugno, tutto il traffico si fermò per rendere omaggio alla sua salma; ed è per la sua Santità non comune che una folla di cinquantamila persone piena di ammirazione e di gratitudine per questo umile cappuccino di Gesturi ha sentito il dovere di accompagnarlo al cimitero di Cagliari freddo nel suo feretro, ma vivo eternamente nel suo spirito. Dal 2 Giugno 1980, la sua salma esumata dalla tomba del cimitero e trasportata ancora con un imponente corteo, aspetta nel sarcofago della cappella dell'Immacolata, dei Cappuccini di Cagliari.

Fondandosi su una diffusa e consolidata fama di santità, l'arcivescovo di Cagliari diede inizio alla causa di beatificazione e canonizzazione celebrando negli anni 1966-1971 il processo ordinario-informativo . Il 15 giugno 1977 fu emanato il decreto di introduzione della causa. Negli anni 1978-1982 fu istituito il processo cognizionale. la validità dei processi risale al 23 gennaio 1986. Il 25 giugno 1996 fu pubblicato il decreto sull'eroicità delle virtù. Per la beatificazione di Fra Nicola, la postulazione ha presentato al competente dicastero un caso straordinario: la sopravvivenza di una neonata fortemente immatura, di sole 23 settimane di gravidanza e di peso corporeo estremamente basso ecc., fatto verificatosi nel 1986 nella città di Cagliari. Compiuto quanto stabilito dalla legge il 12 dicembre 1998 fu pubblicato il decreto sul miracolo.

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